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Recupero metalli - vanadio

EcoDem collabora con società leader nel settore, per la fornitura di un servizio volto al recupero di “metalli preziosi”, in particolare il vanadio, dal filter cake ottenuto in una fase del processo della raffinazione.

In particolare è stato brevettato un processo che attraverso una dissoluzione selettiva e un processo elettrolitico consente di ottenere la precipitazione dei “metalli preziosi” sotto forma di ossidi.

Il processo per recuperare principalmente il vanadio, sotto forma di pentossido, dai materiali che lo contengono, in particolare dal filter cake di raffineria, è in fase di sviluppo.

Questo si basa su tre diverse unità:

  • la prima è l’unità di lisciviazione in cui gli elementi anfoteri solubili vengono portati in soluzione con una soluzione di idrato di sodio diluita. Gli elementi non solubilizzabili, come nichel e cobalto, vengono lasciati nel residuo. Questo materiale può essere smaltito o sottoposto a un ulteriore trattamento a seconda della sua composizione.
  • la seconda è la purificazione elettrochimica della soluzione, dove gli elementi, come l’alluminio, vengono precipitati e l’idrato di sodio utilizzato viene recuperato utilizzando una cella elettrochimica divisa da una membrana permselective. Contemporaneamente in questa cella l’idrato di sodio utilizzato per la lisciviazione viene recuperato riducendo il fabbisogno per questo reagente. Il vanadio viene trasferito dalla cella in soluzione acida e nello stato pentavalente.
  • la terza è la precipitazione del vanadio e la sua conversione in pentossido secondo uno dei tradizionali percorsi chimici.

E’ a disposizione un impianto pilota per la verifica su piccola scala dell’efficacia della tecnologia su campioni rappresentativi dei fanghi da filter cake.

Alluminio – Processo SPL

EcoDem collabora con società società leader nel settore, per la fornitura di un servizio volto al recupero di sottoprodotti derivanti dalla demolizione delle celle elettrolitiche utilizzate per la produzione di alluminio primario.

In particolare una di queste società, ha in corso un progetto denominato “Processo SPL” dove con SPL si intende Spent Pot Liners ossia il materiale derivante dalla demolizione delle celle costituito sostanzialmente da carbone, refrattario e sali vari di alluminio, principalmente fluoruri.

Il processo SPL è un concetto in fase di sviluppo per convertire il materiale proveniente dallo smantellamento della cella per la produzione di alluminio primario, Cut 1 e Cut 2, in prodotti riutilizzabili anche nello stesso processo di produzione dell’alluminio.

Si basa su due unità:

  • la prima è l’unità di lisciviazione in cui i composti solubili vengono portati in soluzione facendoli reagire con una soluzione di idrato di sodio. Tale reazione ha come conseguenza la pulizia della matrice di carbonio (per il Cut 1) o la matrice di materiale refrattario (per il Cut 2) che saranno poi riutilizzati.
  • la seconda è l’unità elettrochimica, basata sull’uso di membrane permselective, dove in un compartimento di queste celle vengono precipitati alcuni composti fluorurati di alluminio mentre in un altro compartimento viene rigenerato l’idrato di sodio da utilizzare nell’unità di lisciviazione.

Nel processo, praticamente a circuito chiuso, si produrranno solo composti utilizzabili e i reagenti sono ricircolati internamente.

Alcune possibili configurazioni del processo possono richiedere l’aggiunta di alcune sostanze chimiche che vanno a modificare la composizione del precipitato a base di alluminio per produrre dei prodotti maggiormente rilevanti sia per il processo sia per quanto riguarda la possibilità di mercato.

Dopo aver eseguito i test preliminari su una piccola cella in scala, è in fase di costruzione un impianto pilota per verificare i risultati dei test su banco e per valutare le prestazioni di elettrodi, membrane e materiali di costruzione per elevate portate e in condizioni continue.

Servizio5
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Alluminio – Processo SPL

EcoDem collabora con società società leader nel settore, per la fornitura di un servizio volto al recupero di sottoprodotti derivanti dalla demolizione delle celle elettrolitiche utilizzate per la produzione di alluminio primario.

In particolare una di queste società, ha in corso un progetto denominato “Processo SPL” dove con SPL si intende Spent Pot Liners ossia il materiale derivante dalla demolizione delle celle costituito sostanzialmente da carbone, refrattario e sali vari di alluminio, principalmente fluoruri.

Il processo SPL è un concetto in fase di sviluppo per convertire il materiale proveniente dallo smantellamento della cella per la produzione di alluminio primario, Cut 1 e Cut 2, in prodotti riutilizzabili anche nello stesso processo di produzione dell’alluminio.

Si basa su due unità:

  • la prima è l’unità di lisciviazione in cui i composti solubili vengono portati in soluzione facendoli reagire con una soluzione di idrato di sodio. Tale reazione ha come conseguenza la pulizia della matrice di carbonio (per il Cut 1) o la matrice di materiale refrattario (per il Cut 2) che saranno poi riutilizzati.
  • la seconda è l’unità elettrochimica, basata sull’uso di membrane permselective, dove in un compartimento di queste celle vengono precipitati alcuni composti fluorurati di alluminio mentre in un altro compartimento viene rigenerato l’idrato di sodio da utilizzare nell’unità di lisciviazione.

Nel processo, praticamente a circuito chiuso, si produrranno solo composti utilizzabili e i reagenti sono ricircolati internamente.

Alcune possibili configurazioni del processo possono richiedere l’aggiunta di alcune sostanze chimiche che vanno a modificare la composizione del precipitato a base di alluminio per produrre dei prodotti maggiormente rilevanti sia per il processo sia per quanto riguarda la possibilità di mercato.

Dopo aver eseguito i test preliminari su una piccola cella in scala, è in fase di costruzione un impianto pilota per verificare i risultati dei test su banco e per valutare le prestazioni di elettrodi, membrane e materiali di costruzione per elevate portate e in condizioni continue.